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    Il Complesso di Florence Nightingale
 

Domenica, 24. Giugno 2007

Il Complesso di Florence Nightingale
di serpensortit, 22:34



IL COMPLESSO DI FLORENCE NIGHTINGALE

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The Florence Nightingale Complex  di Serpensortit – traduzione Shinaré & Cuccu’ssétte – Fiction per adulti, drammatice ed umoristica. Alternate Universe dopo il Principe Mezzosangue.  Hermione è al 12 di Grimmauld Place e si adopera a fare una Pozione… - Author: serpensortit  Fiction Rated: M  - Romance/Humor  -  Summary: Hermione is alone in 12 Grimmauld Place tending to a potion she and Snape have created. Mortally wounded Snape apparates there. NOT a character death. AU after HBP. http://www.fanfiction.net/s/1908737/1/


Tutto per la causa, ripeteva a sé stessa, tutto per la causa. Era stato il suo mantra per le tre ore precedenti e era preoccupata fino alla nausea. Tre ore prima l’intero Ordine della Fenice, tranne Hermione, era andato a difendere Hogwarts. Dumbledore aveva mnandato loro notizie si un complotto di Voldemort e dei suoi Death Eaters che avevano osato attaccare usando Giganti e Dementor. Ringraziò ogni dio che erano le vacanze natalizie così che non c’erano studenti in pericolo. Erano stati fortunati a ricevere l’allarme così presto. Di recente gli attacchi erano terminati prima che venissero scoperti.. questo avveniva poiché Snape  era stato scoperto come spia ed aveva trascorso il tempo restante al quartiere generale dell’Ordine, creando la Pozione, nascosto sotto la protezione del Fidelius con Dumbledore come Custode Segreto. Un desino prodotto da Lucius Malfoy con l’aiuto del figlio.                
 
Questa era la ragione per cui Hermione era restata indietro al 12 di Grimmauld Place. Doveva stabilizzare la Pozione e stava aiutando Snape e lui era richiesto ad Hogwarts assai più  di lei, e così si era offerta di rimanere. Se l’avessero sciuparta adesso, avrebbero perso settimane di lavoro. Ciò significava che Harry e Ron erano da soli, avevano con loro il resto dell’Ordine, ma ciò non la aiutava per alleviare la preoccupazione, voleva essere accanto a Harry e a Ron in quella che poteva essere l’ultima battaglia contro Voldemort. Eppure la Pozione sarebbe stata importante altrettanto, nell’organizzazione della dipartita dell’Oscuro Sire. Stavano perdendo troppi dell’Ordine e gli Auroir cadevano come mosche. La Pozione si sperava avrebbe guarito chi la bevevo da ogni ferita, inclusi gli effetti delle Imperdonabili, tranne l’infame Maledizione Mortale. Dovevano renderla di grande valore e perciò altamente segreta. Era particolarmente volabile e al punto in cui era arrivata la chiamata di Dumbledore, avevano appena aggiunto il Bezoar, usato per le sue proprietà curative contro i veleni.                                                           
 
Mentre mescolava la poltiglia grigia, che era più adatta all’occhio di come era stata poco prima, in vivo arancione, cercò di trattenere le lacrime. Fino dal Dipartimento dei Misteri si era trovata a fare questo più volte. Con la pozione che ribolliva allegra, perfetto contrasto con il suo umore, non trovava niente con cui occupare la mente. Disperatamente cercò di fermare i propri pensieri dal riversarsi sulla battaglia che adesso infuriava ad Hogwarts, sugli amici che stavano rischiando la vita.
Serrò la mascella e strinse la bacchetta e si preparò ad Apparire per combattere per i suoi amici o morire provandoci. Proprio prima che lo facesse, sobbalzò per lo scoppio e lo spostamento d’aria che avvertì come una corrente d’aria sulla pelle. Qualcuno era Apparso al 12 di Grimmauld Place. Erano stati scoperti i quartieri generali ? ?  
Davanti a lei c’era il Maestro delle Pozioni, ferito malamente e tremante per i postumi della Maledizione
Cruciatus.
“Professor Snape!” ansimò appena lo vide cadere; corse al suo fianco, e rapida ne controllò le condizioni, come aveva imparato dal volontariato all’Infermeria. La diagnosi non fu buona, con quelle ferite sarebbe sicuramente morto. Poteva sopravvivere un’ora o due, dato che sapeva che era forte, ma la sua morte era inevitabile
 “Signorina Granger.”
La sua voce, di solito potente, era incrinata e debole dal gridare. “Dammi la Pozione.” Colse lo sguardo di lei e lo resse; erano iniettati di dolore mentre volevano che facesse quanto richiedeva. Sapeva che le sue condizioni erano gravi e sapeva esattamente cosa le stava chiedendo.
“Ma Professore, non è ancora pronta, né testata, e potrebbe non funzionare. Le proprietà tossiche non sono state ancora valutate e…”
“Hai detto che non puoi attendere di provarla, perché lasciar perdere una perfetta opportunità? Dammi la bevanda, Hermione. Comunque sono morto.” Sibilò e le afferrò la spalla sorprendendola con la sua forza. Balbettava ancora della Pozione quando i loro sguardi si trovarono di nuovo. Lei vide la decisione e il dolore, e il cuore si strinse per lui. Annuì, non fidandosi della propria voce e lo fece sdraiare sul divano e distendere, posandogli un cuscino dietro la testa.      

                    

 Guardandolo adesso non riusciva a credere che fosse il Professor Severus Snape,  Casa Slytherin e Maestro delle Pozioni all’ Hogwarts School of Witchcraft and Wizardry, Ex Death Eater, e spia e membro della Organizzazione Segreta dell’Ordine della Fenice. Sembrava così vulnerabile e, era proprio fiducia quella che gli vedeva negli occhi ? Oh Merlino ! si scostò rapida e andò verso la Pozione. Scodellò la pappa grigia in un bicchiere, la annusò e riconobbe l’acre aroma del fegato di dragone rosolato. Ti prego, fa che funzioni, Dei tutti, fate che funzioni.                                                                                                                                                                                                                                    Scrutò di nuovo nel calderone, si voltò e avanzò barcollando fino all’uomo sul divanetto. Fortunatamente non aveva perso conoscenza ancora, così poteva somministrargli la pozione, ma era l’unica cosa di cui essere grati. Il viso era sconvolto, c’era sangue ovunque dal naso rotto, e l’occhio sinistro era gonfio e chiuso, e quello era quanto si vedeva, sapeva già delle costole rotte e delle emorragie interne, solo non poteva immaginare il dolore che doveva provare. La Pozione di certo avrebbe fatto dolere le labbra spaccate-                                                                                                                                     Lo aiutò a sollevare la testa, gli accostò il bicchiere alle labbra per farlo bere. Gemette in protesta quando un rivoletto rosso sfuggì all’angolo della bocca. Merlino ! S’era morso la lingua e stava soffocandosi col sangue.
 Pensa, Hermione,  pensa.
 
“Accio cestino.” Borbottò e s’affrettò a puntare la bacchetta al cesto della carta straccia nell’angolo; sussultò nel piegare indietro il mignolo poiché arrivò troppo velocemente e lei non era concentrata. Trasfigurarli era un altro problema dovuto alla mancanza di ficus e il secchio di legno che aveva progettato venne fuori con la coda. Sorreggendo Snape, lo guardò sputare il sangue nel secchio.                             
 
“Pronto, signore?” chiese Hermione, conn vice che sperava essere rassicurante, e non lo squittio pieno di panico che temeva fosse, e fece una smorfia quando lui gemette posando di nuovo la testa sul cuscino.

Snape torse appena la testa, con gli occhi strizzati e i denti stretti quando un altro spasimo gli scosse le membra. Avrebbe maledetto Lucius Malfoy fino all’oblio, anche fosse stata l’ultima cosa da fare. La Crucio ben mirata lo aveva fatto contorcere sul pavimento del Salone negli ultimi dieci minuti. Dieci assai lunghi e dolorosi che volevano solo venire resi cpn la stessa rabbia con cui erano stati ricevuti. Aprendo gli occji scrutò la Granger sha a sua volta lo fissava. Aveva dolore e compassione nello sguardo.

Hmpf. Di certo era per sé, poiché era alle prese con un sovradimensionato pipistrello untuoso, morente.

Buffo, durante gli anni al servizio del Sire Oscuro e Dumbledore, mai aveva pensato che la sua morte fosse così. S’era aspettato di morire da solo, non con una secchiona saltellante Gryffindor al capezzale, a provare alcune bizzarre pozioni. Per quanto provasse, non poteva trattenersi dall’essere grato per il suo restare con lui, anche se non voleva starci.

Di nuovo Hermione aiutò Snape ad alzare la testa per bere la Pozione. Fece una smorfia al sapore e al bruciare delle labbra. Per un perverso scherzo del destino era stato abbastanza fortunato da non esser capace di odorare, dato che il naso rotto era ostruito dal sangue, ingollò e rantolò mentre ardeva scendendo dall’esofago nello stomaco.
Hermione vide la reazione e si sentì gelare.
Oh, Dei !
L’aveva ucciso!
La pozione aveva raggiunto le viscere a gran velocità e adesso era in circolo. Era troppo intontito per far caso agli effetti della Pozione, ma riconosceva assai bene la nausea. Nonostante lo stato febbrile,, vide che lei era sempre lì e si allungò oltre lei, vomitando nel secchio, che per abbinarsi alla sua condizione allucinata, aveva la coda. La roba emessa era nera, e sciolse il legno. Hermione si prese un momento isterico per domandarsi se tutto, di lui, fosse
nero.                           
Ci fu del fumo che uscì dalle orecchie, indicando gli effetti della pozione Pepper Up; l’avevano usata come base da aggiungere a tutti gli altri ingredienti. Avvertì che scivolava nell’incoscienza e fu presa dal panico. No, doveva stare sveglio o rischiava danni al cervello, se la pozione agiva a quel modo.

"Professore." La voce acuta lo chiamava mentre era scosso per le spalle; si schiarì la gola e provò ancora "Professore!" a voce ben alta, ma lui non reagì.
“Severus, stai sveglio!”
Sospirò di sollievi quando lui sollevò le palpebre e le diede un’ occhiataccia. Al diavolo le conseguenze, stava cercando di salvargli quella sua vita del cavolo.
Snape era sul punto di scivolare nell’oblio quando la sentì parlare. Confuso si incupì, la Pozione gli stava dando allucinazioni, o lo aveva chiamato davvero nel modo in cui aveva creduto di sentire?    
Per la seguente mezz’ora gli fece recitare decine di pozioni per tenerlo sveglio, sebbene fosse ansiosa di chiedergli cosa fosse successo alla scuola. Aveva bisogno di sapere se Ron e Harry stavano bene. Se avevano vinto o perso, o se era accaduto il peggio e Snape era l’unico superstite, e vedere in che stato era. Hermione era preoccupata che, se ne avesse parlato, si sarebbe agitato ferendosi e facendosi male. La febbre era preoccupante e doveva scendere, se poteva guarire.     
Snape d’altra parte era davvero sfinito. Riceveva pozioni sbagliate da qualsiasi Hufflepuff del primo anno, e solo Neville Longbottom ci riusciva. Quando succedeva, non era sorpreso che lei lo correggesse ogni volta
.
 
Hermione divenne sempre più piena di speranza ad ogni istante, vedendolo più accurato, al migliorare delle sue condizioni. Il gonfiore all’occhio si era grandemente ridotto, e l’emorragia interna era cessata. Quando ripulì dal sangue e bagnò il suo viso, cercò pozioni sempre più complesse, evitando con cautela la Polyjuice pozione che ricordava dall’ultima volta che lei gliela aveva rammentata in una delle sessioni di brainstorming, lui era diventato livido e si era reso conto che lei gli aveva sottratto gli ingredienti durante il secondo anno, e perché. Gli erano occorse tre ore per calmarsi abbastanza per parlarle senza andare di fuori sui Gryffindor e su come a loro non importassero le regole. Hermione alzò le spalle a quel ricordo, pensando alla poca buona maniera che le parole potevano assumere nel mondo dei maghi-
                                                                                                                                                          
“La Pozione Cura Tutto di Snape?” chiese sghignazzando appena lui la fissò con aria di calcolo.
“Ci dice, non credi, signore? La febbre è calata e tutte le ferite sono guarite. Funziona! A migliaia potranno venire salvati con quella. Grazie a te.”

Snape la guardò sorpresa a quell’uscita. Non per il nome, l’avrebbe chiamata in un modo del genere comunque, ma aveva funzionato e l’aveva fatto senza nemmeno la metà degli ingredienti richiesti. Fidarsi di lasciare Hermione Granger con una pozione che aveva passato anni per pensarci e pianificarla, e ritrovarsi con quello che mai aveva ottenuto, in sole tre ore. Tipico, dannatamente tipico. Ben fatto d’altra parte, Severus, costerà anche di meno. Abbassò gli occhi per controllare le sue esatte condizioni e notò il lenzuolo che copriva… il suo corpo nudo?!
Hermione arrossì quando si fu resa conto che lo aveva spogliato per via della febbre. Aveva dovuto farlo senza magie, poiché quando aveva incantato le scarpe per sfilarle, erano schizzate fuori dalla finestra, spaccando il vetro, che si era trasformato in confetti appena aveva tentato di ripararlo. Lottare con quel corpo pesante con tutti quei maledetti bottoni l’aveva fatta diventare di un rosso di cui Ron sarebbe andato fiero.

La Pozione pareva aver avuto un effetto collaterale piuttosto insolito… che aveva fatto diventare ansioso di uscire e giocare il … < piccolo Snape >. Concedendosi un altro momento isterico per richiamare la faccenda di quel che si diceva sugli uomini dalle dita lunghe, che nel caso del Professor Snape era vera.
  Il detto Professor Snape era irritato per quella intrusione nelle sue cose private, quando pure lui notò l’inconsueto effetto collaterale, vide la tenda fatta nel lenzuolo dal <piccolo Snape>.                  

E allora Snape fece quello che non aveva più fatto fin da quando era un ragazzino… arrossì e cercò di coprire l’erezione crescente.

------------- F I N E --------------


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